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L'atmosfera

Un caloroso benvenuto dall'Osteria degli Artisti.
Il ristorante situato a Castiglione Olona (in provincia di Varese), si trova all'interno del suggestivo Borgo Medievale definito "Isola di Toscana in Lombardia” da Gabriele d’Annunzio. Il Borgo, immerso nel verde e bagnato dal fiume Olona è infatti noto per l’insolita presenza di opere d’arte ascrivibili alla grande stagione rinascimentale fiorentina.
Al ristorante si accede attraversando il vecchio cortile che si affaccia sulla corte dove, nelle giornate di sole durante la bella stagione, è possibile degustare, le nostre proposte gastronomiche.

Il locale

Tre salette intime e accoglienti con circa 25 coperti ciascuna, compongono il ristorante. Una mise en place elegante ma allo stesso tempo informale, un servizio premuroso ed efficiente ed un sottofondo musicale, fanno di questo locale un luogo ideale per una cena "tête à tête", fra amici o in famiglia o per una cena di lavoro. Indicato anche per una cerimonia, una presentazione, una cena aziendale o semplicemente una festa.
Una saletta privata, allestita per gustare del buon cibo in un’atmosfera riservata ed elegante, può essere il luogo ideale per una cena romantica, o per una cena tra pochi commensali (massimo 6 persone).

siediti e gusta la cena in tranquillità

senza limiti di tempo

il tavolo sarà vostro per tutta la sera!

La cucina

Ogni settimana viene proposto un nuovo menù a tema legato alla stagionalità e territorialità dei prodotti. La nostra idea di cucina infatti, piena di estro e innovazione, vuole mantenere le sue radici nella tradizione gastronomica lombarda, con piccole digressioni moderne.
Dopo avervi presentato il nostro locale non ci resta altro che invitarvi a venire a trovarci perché, parlando di cucina, non c'è prova più convincente di un assaggio. Vi aspettiamo!

Per far incontrare cibo, arte e cultura, nelle immediate vicinanze dell’Osteria

potete visitare:

Collegiata dei Santi Stefano e Lorenzo

Il Complesso della Collegiata, che include il museo e la Collegiata dei Santi Stefano e Lorenzo, fu realizzata tra il 1422 e il 1425 e riunisce, tra le decorazioni esterne e gli affreschi interni, tutti i personaggi legati alla Collegiata: il cardinale Branda, i santi Stefano e Lorenzo e i santi Ambrogio e Clemente. Masolino da Panicale, tra i pittori di punta della Firenze dell’epoca, spettano gli episodi della vita della Vergine affrescati sulle vele della volta.

Castello di Monteruzzo

L’ottocentesco Castello di Monteruzzo, che domina la parte medioevale di Castiglione Olona da una collinetta e voluto dal cardinal Branda Castiglioni ha ospitato, nel corso dei secoli, le famiglie aristocratiche milanesi ed è oggi accessibile a tutti per convegni, mostre ed eventi.

Museo Arte Plastica

65 opere realizzate negli anni ‘70 da artisti internazionali tra i più quotati del secondo dopoguerra tutte rigorosamente plasmate dalla plastica, rappresentano il primo museo di arti applicate alla plastica nato in Italia.
Il MAP è ospitato nelle sale quattrocentesche dello storico Palazzo dei Castiglioni di Monteruzzo.

Palazzo Branda Castiglioni

Palazzo Branda è una delle architetture più note di Castiglione Olona, la cui realizzazione risale a un periodo compreso tra XIV e XV secolo, essendo caratterizzato da due corpi di fabbrica distinti. Oggi perfettamente mantenuto è diventato sede del Museo di Arte Plastica.

Isola di Toscana in Lombardia

Gabriele D’Annunzio scrisse..

“…Nulla è più commovente che il ritrovar d’improvviso una traccia o una figura d’arte nota e diletta in un luogo estraneo, come un fiore del nostro clima in un orto settentrionale.
Mi ricordo del meraviglioso piacere ch’ebbi a Castiglione Olona, entrando nel Battistero e trovandomi immerso nella pittura di Masolino come in una fresca prateria toscana fiorita di fiori gialletti e rossetti.
Che cosa di nuovo s’aggiunge al mio godimento nel rinvenire lo squisitissimo artefice entro quella specie di mistica cittadella fiorentina edificata dal Cardinal Branda sul colle lombardo?
L’avevo conosciuto nella Cappella Brancacci in Santa Maria del Carmine, fior di giaggiolo chinato sotto la querciosa strapotenza masaccesca, ne avevo ricevuto in cuore tutta la castità della lunetta sopra l’altare in Santo Stefano d’Empoli,

ma non avevo tremato di gioia e di meraviglia come dinanzi a quella pallida Erodiade che riceve sulle ginocchia il capo del Precursore seduta sotto la loggia ove le donzelle sbigottiscono. Quivi il colore assumeva il carattere delle apparizioni.
E quando uscii trasognato, avendo udito narrare la storia del Battista con un accenno fiorentino che talvolta rammentava in soavità quello dell’’Angelico, non i rossi colori lombardi né il croscio dell’Olona nella chiusa forse vinciana, mi riscossero. Ma ripensai gratamente a messer Branda milanese cardinal di Piacenza, quale ce lo dipinge il buon Vespasiano cartolaio; il quale messere “non adoperava occhiali se non la notte, e tenevagli in camera in una buca” e non cenava perché era vecchio, ma “solo pigliava una scodella di pane molle nella peverada del pollo, e beveva due mezzi bicchieri di vino”.
 Da “Faville del maglio”, Corriere della Sera del 3 marzo 1912.

Locale Esterno

Locale interno

I nostri piatti

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